Infortunio colf e badanti: cosa fare e chi paga secondo il CCNL
Quando si verifica un infortunio colf e badanti durante l’orario di lavoro, spesso non si sa cosa bisogna fare e ci si fa mille domande: cosa deve fare la lavoratrice? Cosa spetta fare al datore di lavoro? Chi paga lo stipendio e per quanto tempo? In questa guida trovi tutto quello che c’è da sapere. Vedremo nel dettaglio cosa prevede il CCNL sull’infortunio nel lavoro domestico, come funziona la copertura INAIL, quali sono gli obblighi di entrambe le parti e come gestire lo stipendio durante l’assenza della colf o della badante. Partiamo proprio dal riferimento normativo.
Infortunio colf: cosa dice il CCNL?
Come ogni altro aspetto del rapporto di lavoro, anche la gestione dell’infortunio colf e badanti è regolamentata dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico (CCNL) e in particolare dall’Articolo 29 che definisce con precisione diritti del lavoratore e obblighi del datore in ogni fase dell’evento. L’articolo 29 tutela il lavoratore su tre punti principali cioè la conservazione del posto di lavoro, la retribuzione durante i primi giorni di assenza e il raccordo con le prestazioni INAIL.
Questo articolo del CCNL è strutturato in otto punti, ciascuno dedicato a un aspetto specifico della tutela:
- Conservazione del posto di lavoro: stabilisce per quanti giorni il lavoratore mantiene il posto in caso di infortunio o malattia professionale, in base all’anzianità maturata;
- Calcolo del periodo di conservazione: definisce come si calcola il periodo di tutela nell’anno solare;
- Prestazioni spettanti al lavoratore: indica i diritti economici e assistenziali previsti dalla normativa INAIL;
- Obblighi di denuncia del datore: stabilisce i termini entro cui il datore deve comunicare l’infortunio all’INAIL, distinti per gravità dell’evento;
- Modalità di denuncia: specifica come va redatta la denuncia, su quale modello e con quale documentazione allegata;
- Retribuzione nei primi tre giorni: chiarisce che i primi tre giorni di assenza per infortunio o malattia professionale sono a carico del datore di lavoro;
- Quota di vitto e alloggio per conviventi: regola quando spetta e quando no la componente convenzionale per i lavoratori che usufruiscono di vitto e alloggio;
- Sospensione di prova e preavviso: prevede che un infortunio sopraggiunto durante il periodo di prova o di preavviso ne sospenda la decorrenza.
È su questi otto punti che si costruisce tutta la gestione pratica dell’infortunio colf, dal primo giorno di assenza fino alla ripresa del lavoro. Ora vediamo nel dettaglio gli aspetti più importanti, partendo da una distinzione importantissima, cioè quella tra malattia e infortunio che non devono essere confusi.
Differenza tra infortunio colf e malattia
Prima di procedere e vedere nel dettaglio gli obblighi della lavoratrice e del datore in caso di infortunio, è bene chiarire la distinzione precisa tra infortunio e malattia. Anche a livello contrattuale seguono regole diverse e confonderli può portare a errori nella gestione del rapporto di lavoro e nella denuncia.
In questa tabella riassumiamo le differenze principali, anticipando qui anche quelle relative all’infortunio che poi approfondiremo meglio:
| Malattia | Infortunio | |
|---|---|---|
| Chi paga | Il datore, interamente | Datore (primi 3 giorni) poi INAIL |
| Percentuale primi 3 giorni | 50% (carenza) | 100% |
| Copertura assicurativa | Non prevista | INAIL obbligatoria (inclusa nei contributi) |
| Adempimento formale | Certificato medico al datore | Denuncia INAIL obbligatoria |
Cos’è l’INAIL per colf e badanti?
Altro aspetto importante da approfondire soprattutto per chi ha appena assunto una badante o una colf o è sapere cosa sia l’INAIL.
L’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) è l’ente pubblico che gestisce la tutela dei lavoratori in caso di infortunio sul lavoro e malattia professionale. Per colf e badanti, l’assicurazione INAIL non è una polizza separata da attivare ma è già inclusa nella contribuzione INPS versata trimestralmente dal datore di lavoro, senza alcun adempimento aggiuntivo.
Obblighi della colf o badante in caso di infortunio
Chiariti i confini tra infortunio e malattia e il funzionamento dell’assicurazione INAIL, vediamo cosa deve fare concretamente la colf o la badante nel momento in cui si verifica un infortunio sul lavoro. Il primo passo è recarsi al Pronto Soccorso tempestivamente, anche quando l’infortunio sembra lieve o si tende a sottovalutarlo.
Durante la visita è fondamentale riferire al medico con precisione le circostanze dell’evento cioè quando è successo, in quale luogo e in che modo. Questi dettagli non sono determinanti perché il medico possa stabilire se si tratta di un infortunio sul lavoro o in itinere (cioè avvenuto nel tragitto da e verso il luogo di lavoro) e aprire di conseguenza una pratica INAIL.
Il certificato rilasciato riporterà la dicitura “INAIL SÌ“, che attiva l’intero iter di tutela e consente al datore di procedere con la denuncia.
Se il medico non viene informato correttamente delle circostanze, rischia di classificare l’evento come malattia comune anziché come infortunio sul lavoro, con conseguente perdita delle tutele previste dall’INAIL. Non appena possibile, la lavoratrice è tenuta a informare il datore di lavoro dell’accaduto. Se la comunicazione viene omessa o ritardata e il datore non riesce a rispettare le scadenze di legge, il lavoratore perde il diritto all’indennità INAIL per tutti i giorni antecedenti alla data di denuncia. Vediamo quindi anche quali sono queste scadenze che deve rispettare il datore di lavoro in caso di infortunio colf.
Obblighi del datore di lavoro in caso di infortunio
Anche sul fronte del datore di lavoro, l’articolo 29 del CCNL, insieme alla normativa INAIL, definisce una serie di adempimenti precisi, con tempistiche che non lasciano margine di discrezionalità. Ecco cosa deve fare il datore di lavoro domestico in caso di infortunio badante, passo dopo passo:
- Garantire il primo soccorso: nel momento in cui si verifica l’infortunio, il datore deve assicurarsi che la lavoratrice riceva assistenza immediata. Se le condizioni lo richiedono, deve accompagnarlo o far accompagnare la lavoratrice al Pronto Soccorso. Tutta la documentazione medica rilasciata va conservata con cura perché sarà necessaria per gli adempimenti successivi.
- Ottenere i riferimenti del certificato medico: il medico del Pronto Soccorso o il medico di base trasmette telematicamente all’INAIL il certificato di infortunio, che riporta diagnosi, prognosi in giorni e il numero identificativo del documento. Il datore di lavoro deve acquisire i riferimenti per poter procedere con la denuncia.
- Presentare la denuncia infortunio lavoro domestico nei termini: questo è l’adempimento più importante. Il datore di lavoro domestico deve presentare la denuncia di infortunio all’INAIL rispettando le seguenti tempistiche.
- Prognosi superiore a 3 giorni: denuncia entro 2 giorni dalla ricezione dei riferimenti del certificato medico.
- Prognosi inizialmente ≤ 3 giorni, poi prolungata: denuncia entro 2 giorni dal nuovo certificato che estende la prognosi oltre il terzo giorno.
- Infortunio mortale o con pericolo di morte: segnalazione entro 24 ore, con qualsiasi mezzo che ne comprovi l’invio.
Va precisato che, per prognosi fino a 3 giorni, il datore non ha alcun obbligo di denuncia. Si tratta di una specificità del settore del lavoro domestico, confermata dalla Circolare INAIL n. 42/2017, che ha escluso espressamente questa categoria dall’obbligo di comunicazione introdotto per tutti gli altri datori di lavoro.
Un ulteriore alleggerimento riguarda la comunicazione all’Autorità di Pubblica Sicurezza. Dal 22 marzo 2016, grazie alla Circolare INAIL n. 10/2016 il datore di lavoro non è più tenuto a presentare una denuncia separata alla Pubblica Sicurezza. Sarà l’INAIL stesso a trasmettere alle autorità le informazioni sugli infortuni mortali o con prognosi superiore a 30 giorni.
Sembra molto complesso, in realtà se sei un datore di lavoro, affidarsi a un’agenzia come Gallas Group ti aiuta a restare sempre aggiornato su regole, tempistiche e procedure e ad affrontare con serenità anche gli imprevisti come gli infortuni di colf e badanti.
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Infortunio colf o badante: chi paga?
Adesso passiamo ad una delle domande più ricorrenti quando si verifica un infortunio sul lavoro riguarda proprio la retribuzione: chi paga, quanto e per quanto tempo?mGli oneri economici si ripartiscono tra datore di lavoro e INAIL seguendo una progressione temporale precisa.
Infatti, la retribuzione del giorno in cui avviene l’infortunio colf è interamente a carico del datore di lavoro, indipendentemente dall’ora in cui si è verificato l’evento.
Dal primo al terzo giorno di calendario successivo all’infortunio, il datore di lavoro corrisponde il 100% della retribuzione globale di fatto. È una differenza importante rispetto alla malattia comune.
A partire dal quarto giorno di assenza, la retribuzione non è più a carico del datore di lavoro. Subentra l’INAIL con un’indennità giornaliera, che include i giorni festivi, calcolata sulla retribuzione media degli ultimi 15 giorni precedenti l’infortunio:
dal 4° al 90° giorno: 60% della retribuzione media giornaliera
dal 91° giorno in poi: 75% della retribuzione media giornaliera
Tabella recap: chi paga durante l’infortunio nel lavoro domestico
| Periodo | Chi paga | Importo |
|---|---|---|
| Giorno dell’infortunio | Datore di lavoro | 100% della retribuzione globale di fatto |
| Dal 1° al 3° giorno (carenza) | Datore di lavoro | 100% della retribuzione globale di fatto |
| Dal 4° al 90° giorno | INAIL | 60% della retribuzione media giornaliera* |
| Dal 91° giorno in poi | INAIL | 75% della retribuzione media giornaliera* |
* Calcolata sulla retribuzione effettiva dei 15 giorni precedenti l’infortunio. L’indennità INAIL include i giorni festivi.
Infortunio badante fuori orario lavoro: come gestirlo?
Un dubbio comune riguarda cosa succede se l’infortunio della colf o della badante avviene al di fuori dell’orario di lavoro. La risposta dipende dalle circostanze. Se l’evento si verifica durante il tragitto tra l’abitazione del lavoratore e il luogo di lavoro, o viceversa, rientra nel cosiddetto infortunio in itinere ed è coperto dall’INAIL esattamente come un infortunio avvenuto durante l’orario di servizio.
Se invece l’infortunio avviene in un contesto del tutto estraneo al lavoro non si configura come infortunio sul lavoro e non dà diritto alle tutele INAIL. In quel caso si applica la disciplina della malattia comune.
Per approfondire come funziona:
Guida – Malattia Colf e Badanti
Infortunio badante fuori orario da un altro datore di lavoro
Una situazione meno frequente ma tutt’altro che rara nel lavoro domestico è la badante o colf che presta servizio presso più famiglie. Se l’infortunio avviene durante l’orario di lavoro con uno specifico datore, tutti gli altri datori di lavoro hanno comunque l’obbligo di presentare denuncia INAIL, non appena vengono a conoscenza dell’evento.
Il motivo è che l’indennità INAIL ha natura sostitutiva della retribuzione complessiva percepita dal lavoratore e deve quindi essere commisurata alla somma di tutte le retribuzioni, non solo a quella del datore presso cui è avvenuto l’infortunio. Limitarla a un solo rapporto di lavoro significherebbe risarcire solo parzialmente il mancato guadagno.
Sul piano pratico, il modulo di denuncia è lo stesso per tutti i datori, con una differenza. Alla pagina 3, nella sezione “L’infortunio è avvenuto“, i datori presso cui l’evento non si è verificato devono compilare la parte “Presso altra azienda“, indicando i dati del datore di lavoro coinvolto.
Retribuzione infortunio badante: cosa cambia?
Sul tema della retribuzione infortunio della badante o della colf, oltre alle percentuali già viste, ci sono alcune voci pratiche che è importante conoscere per gestire correttamente il cedolino durante un periodo di infortunio.
Per le badanti conviventi, nei primi tre giorni la retribuzione va corrisposta con la paga totale di fatto, quindi comprensiva della quota di vitto e alloggio. Dal quarto giorno l’indennità INAIL la include già con un’eccezione. Se la lavoratrice è ricoverata in ospedale o soggiorna presso il domicilio del datore, la componente vitto e alloggio non spetta per quei giorni. Sul fronte TFR, ferie e tredicesima, vale una regola che molti datori non conoscono. Durante l’infortunio queste voci continuano a maturare per tutta la durata del periodo di conservazione del posto, non solo per i giorni a carico del datore. Anche nei mesi in cui è l’INAIL a corrispondere l’indennità, vanno conteggiate regolarmente. Quanto al cedolino, va indicata la causale “I” di infortunio per tutti i giorni di calendario compresi nel certificato.
Tabelle Minimi Retributivi Badante e Colf – Stipendio
Infortunio badante licenziamento: si può fare ?
Una domanda che le famiglie si pongono spesso, soprattutto quando l’assenza si prolunga, è se sia possibile procedere con il licenziamento badante durante il periodo di infortunio.
La risposta è no: il licenziamento intimato durante il periodo di conservazione del posto è nullo, indipendentemente dalla motivazione addotta.
I periodi di conservazione del posto di lavoro per una colf o una badante durante l’infortunio previsti dal CCNL sono gli stessi validi per la malattia e variano in base all’anzianità di servizio maturata:
| Anzianità di servizio | Conservazione del posto |
|---|---|
| Fino a 6 mesi | 10 giorni di calendario |
| Da 6 mesi a 2 anni | 45 giorni di calendario |
| Oltre 2 anni | 180 giorni di calendario |
Il rapporto di lavoro si conserva fino alla guarigione clinica, se questa avviene entro il periodo di tutela. Solo al termine di quel periodo, in caso di mancata guarigione, il datore può valutare come procedere nel rispetto delle norme contrattuali.
Per conoscere bene tutta la normativa su come e quando è possibile licenziare una badante, leggi:
Guida completa – Licenziamento Badante
Gestire l’infortunio della badante: come può aiutarti Gallas Group
Sappiamo bene quanto possa essere complicato per una famiglia trovarsi all’improvviso senza la propria badante o la propria colf a causa di un infortunio sul lavoro. Quando una persona cara ha bisogno di assistenza continuativa, un’assenza improvvisa, anche se temporanea, crea un vuoto difficile da gestire, spesso in poco tempo e con poche risorse a disposizione.
È proprio in questi momenti che avere un punto di riferimento fa la differenza. Affidarsi a Gallas Group significa non dover affrontare da soli né la ricerca di una soluzione temporanea, né la gestione degli adempimenti legati all’assunzione di una badante.
Siamo a fianco delle famiglie in ogni fase del rapporto di lavoro domestico: dalla selezione della figura giusta alla consulenza su contratti, contributi e situazioni straordinarie come questa.
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