Detassazione aumenti contrattuali e del lavoro notturno e festivo: guida per famiglie
Se hai assunto una badante o una colf, probabilmente ti sei già confrontato con il tema delle maggiorazioni in busta paga, quella cifra in più che compare quando la lavoratrice presta servizio di notte o in un giorno festivo.
Tuttavia, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una novità sul tema a marzo di quest’anno alla quale forse non hai fatto caso. Si tratta di una misura di detassazione degli aumenti contrattuali e delle maggiorazioni per lavoro notturno e festivo, che riguarda direttamente anche colf e badanti.
In questa guida spieghiamo, con un linguaggio semplice e pratico, cosa si intende per lavoro notturno e lavoro festivo nel settore domestico, come vengono calcolate le relative maggiorazioni e cosa cambia concretamente con questa nuova misura di defiscalizzazione prevista per il 2026.
Definizione di lavoro notturno colf e badanti
Nel settore del lavoro domestico, per lavoro notturno si intende generalmente l’attività prestata nelle ore serali e notturne, tipicamente dalle 21:00/22:00 alle 7:00/8:00 del mattino. È una forma di impiego molto richiesta dalle famiglie che assistono anziani o persone fragili, che spesso hanno bisogno di supporto anche nelle ore di buio.
È però importante fare subito una distinzione fondamentale: il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico (CCNL) differenzia nettamente tra presenza notturna e assistenza notturna vera e propria.
La presenza notturna prevede che la badante si trovi in casa durante la notte, ma senza obbligo di attività continua. L’assistenza notturna vera e propria prevede, invece, che la badante rimanga sveglia per l’intera durata del turno, pronta a garantire supporto attivo e continuativo. Si tratta di un impegno completamente diverso, che richiede un contratto specifico e un riconoscimento economico adeguato.
Va ricordato che la badante convivente, per legge, ha diritto a 11 ore di riposo continuativo ogni 24 ore. Non è quindi corretto aspettarsi da lei un’assistenza notturna abituale. Se l’assistito ha notti agitate o bisogni frequenti nelle ore notturne, è necessario prevedere una figura dedicata, con contratto e inquadramento corretti. La tassazione del lavoro notturno prevede che la paga oraria venga maggiorata rispetto all’ordinario. Questa maggiorazione è stabilita dal CCNL e compare in busta paga con sigle specifiche (N per il notturno, SN per lo straordinario notturno), su cui si applica la normale tassazione IRPEF, almeno fino all’entrata in vigore delle nuove norme di defiscalizzazione, di cui parleremo meglio in questa guida.
Per approfondire: Tabelle Minimi Retributivi Badante e Colf – Stipendio
Lavoro festivo: cosa si intende e come viene retribuito
Come abbiamo detto all’inizio, oltre al lavoro notturno la nuova circolare dell’Agenzia delle Entrate sul tema parla anche di lavoro festivo. Il lavoro festivo riguarda le prestazioni svolte nei giorni in cui la lavoratrice avrebbe diritto al riposo retribuito.
Il CCNL per i lavoratori domestici riconosce 13 festività nazionali obbligatorie ( compreso il 4 ottobre San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, aggiunto con il rinnovo del CCNL 2025-2028). In questi giorni la lavoratrice ha diritto al riposo retribuito il che significa che la retribuzione scatta anche se non lavora. Se invece viene chiamata a prestare servizio in un giorno festivo, il CCNL prevede una maggiorazione del lavoro festivo del 60% sulla paga oraria. In busta paga questa voce compare con la sigla LF (lavoro festivo) o LD (lavoro domenicale).
Per un esempio pratico e tutte le info sulla retribuzione nei giorni festivi, puoi approfondire: Guida alla Busta paga Festività
Detassazione degli aumenti contrattuali: l’imposta sostitutiva al 5%
Chiarito cosa si intende per lavoro notturno e lavoro festivo che ci servirà per capire meglio questa nuova misura, possiamo passare alla novità sulla detassazione. La Legge di Bilancio 2026, al comma 7 dell’articolo 1, introduce una misura pensata per ridurre il carico fiscale sui lavoratori dipendenti del settore privato: la defiscalizzazione degli aumenti contrattuali derivanti dai rinnovi dei CCNL sottoscritti negli anni 2024, 2025 e 2026. In concreto, la parte di stipendio corrispondente agli incrementi retributivi previsti dal nuovo CCNL non viene tassata con le normali aliquote IRPEF, ma con un’imposta sostitutiva del 5%.
Per beneficiare di questa agevolazione, è necessario che la lavoratrice abbia avuto nel 2025 un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro. Nella verifica di questa soglia vanno inclusi tutti i redditi da lavoro dipendente percepiti nel 2025, anche se provenienti da più datori di lavoro. La detassazione degli aumenti contrattuali si applica anche alle mensilità aggiuntive, quindi comprende la tredicesima. Rientrano nell’agevolazione anche le assenze che danno diritto alla conservazione del posto di lavoro: malattia (quando indennizzata), maternità/paternità e infortunio.
Sono invece esclusi dalla detassazione al 5%: gli scatti di anzianità, le somme una tantum per vacanza contrattuale, le ore supplementari, le ore straordinarie, e le maggiorazioni per lavoro notturno o festivo, queste ultime rientrano però nell’altra misura di defiscalizzazione, illustrata nel paragrafo successivo.
Cosa significa davvero ed esempio concreto
In parole più semplici, la nuova regola prevede che gli aumenti di stipendio derivanti dal rinnovo del contratto non vengano tassati con le aliquote normali, ma con una tassa ridotta del 5%. Questo significa che, sull’aumento, la lavoratrice paga meno tasse e quindi riceve più netto in busta paga. La defiscalizzazione degli aumenti contrattuali si calcola sulla differenza tra la nuova paga oraria e quella precedente al rinnovo, moltiplicata per le ore mensili retribuite.
Vediamo un esempio concreto.
Una collaboratrice domestica non convivente inquadrata al livello CS ha una nuova paga oraria di 8,30 euro (da gennaio 2026), rispetto ai 7,91 euro precedenti:
- Differenza: 8,30 − 7,91 = 0,39 euro/ora
- Ore mensili retribuite: 116
- Importo soggetto a imposta al 5%: 0,39 × 116 = 45,24 euro
Defiscalizzazione del lavoro notturno e festivo: l’imposta sostitutiva al 15%
Accanto alla detassazione sugli aumenti contrattuali che abbiamo appena visto, la Legge di Bilancio 2026 introduce una misura parallela e distinta: la defiscalizzazione del lavoro notturno e festivo, con un’imposta sostitutiva del 15% in luogo delle ordinarie aliquote IRPEF.
Per il 2026, questa agevolazione si rivolge ai lavoratori dipendenti del settore privato con reddito da lavoro dipendente nel 2025 non superiore a 40.000 euro (soglia diversa e più alta rispetto ai 33.000 euro previsti per la detassazione al 5%. ) Il beneficio si applica entro un limite annuo di 1.500 euro.
In busta paga, le causali interessate sono: N (notturno), SN (straordinario notturno), LF (lavoro festivo), LD (lavoro domenicale), SF (straordinario festivo) e SFR (straordinario festivo con riposo compensativo).
Cosa significa davvero ed esempio concreto
Per capire come viene applicata concretamente, possiamo dire che la nuova regola prevede che le maggiorazioni percepite per aver lavorato di notte o in un giorno festivo non vengano tassate con le aliquote normali, ma con una tassa ridotta del 15%.
Anche in questo caso significa che, su quella parte di stipendio, la lavoratrice paga meno tasse e quindi riceve più netto in busta paga.
Vediamo un esempio concreto.
La stessa collaboratrice al livello CS, nel corso del mese, lavora anche 2 ore di lavoro festivo una domenica (causale LF):
- Paga oraria: 8,30 euro
- Paga maggiorata del 60%: 8,30 × 1,60 = 13,28 euro
- Parte di maggiorazione: 13,28 − 8,30 = 4,98 euro/ora
- Importo soggetto a imposta al 15%: 4,98 × 2 ore = 9,96 euro
Riepilogo: detassazione al 5% e al 15% a confronto
| Detassazione aumenti contrattuali | Defiscalizzazione lavoro notturno e festivo | |
|---|---|---|
| Aliquota sostitutiva | 5% | 15% |
| Limite di reddito 2025 | Non superiore a 33.000 euro | Non superiore a 40.000 euro |
| Limite annuo agevolazione | Nessun limite specifico | 1.500 euro lordi annui |
| A cosa si applica | Incrementi retributivi da rinnovi CCNL 2024-2026 | Maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e giorni di riposo |
| Include tredicesima | Sì | No |
| Applicazione | Automatica dal datore di lavoro (o in dichiarazione dei redditi) | Automatica dal datore di lavoro (o in dichiarazione dei redditi) |
| Vale per colf e badanti | Sì, anche senza sostituto d’imposta | Sì, anche senza sostituto d’imposta |
Detassazione degli aumenti contrattuali: perché è importante per badanti e famiglie?
Capire come funziona la detassazione degli aumenti contrattuali non è solo una questione fiscale perché ha un impatto concreto sia sulla busta paga della lavoratrice sia sulla gestione economica della famiglia.
Dal punto di vista della badante o della colf, si tratta di una misura che aumenta il netto percepito senza che il lordo cambi. In termini pratici, significa che una parte più consistente dell’aumento contrattuale arriva davvero in tasca alla lavoratrice, senza essere erosa dalla tassazione.
Dal punto di vista della famiglia, invece, la misura non incide direttamente sul costo del lavoro ma ha un effetto indiretto importante. Infatti, una lavoratrice che percepisce un netto più equo è una lavoratrice più serena e più stabile nel rapporto di lavoro. E la stabilità, in un settore delicato come quello dell’assistenza domestica, ha un valore che va ben oltre l’aspetto economico.
Per le famiglie che gestiscono il rapporto di lavoro in autonomia, orientarsi tra queste regole può non essere immediato. Affidarsi a un supporto professionale di agenzie specializzate come Gallas Group significa avere la certezza che ogni agevolazione venga applicata nel modo giusto, senza rischi di errori.
Affidati a professionisti dell’assistenza domestica

Per le famiglie che gestiscono il rapporto di lavoro in autonomia, orientarsi tra queste regole può non essere immediato. Affidarsi a un’agenzia specializzata significa avere alle spalle un punto di riferimento competente: qualcuno che conosce il contratto, si aggiorna sulle novità normative e accompagna la famiglia nelle scelte corrette fin dal primo giorno, riducendo il rischio di errori che spesso nascono semplicemente dalla mancanza di informazione.
Gallas Group seleziona badanti e colf qualificate e affianca le famiglie in ogni fase del rapporto di lavoro. Dalla ricerca della figura giusta alla gestione delle questioni contrattuali e normative, con la consulenza di professionisti aggiornati. Così puoi concentrarti sulla cosa più importante che è il benessere dei tuoi cari con la serenità di chi sa di non essere solo.
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