badanti diritti e doveri: intreccio di mani tra una badante e il suo assistito

Badanti: diritti e doveri da tenere a mente

Secondo un Bollettino pubblicato su EpiCentro, il sito dell’istituto Superiore di Sanità, entro il 2050 il progressivo invecchiamento della popolazione porterà il numero di anziani a raddoppiare, passando dall’11% al 22%. Pare inoltre che il segmento di popolazione destinato ad aumentare maggiormente sarà quello degli ultraottantenni che risulterà quadruplicato.
L’aumento dell’aspettativa di vita porterà inevitabilmente con sé l’aumento della richiesta di figure professionali pronte ad assistere gli anziani e le persone non autosufficienti e renderà chiave il ruolo di agenzie specializzate nella ricerca e selezione di personale domestico come GallasGroup. La badante rappresenterà quindi sempre più una risorsa preziosa per le famiglie. Ma quali sono i diritti e doveri delle badanti, conviventi o meno? È giusto aspettarsi che l’assistente familiare pulisca la casa e accompagni l’assistito ai vari appuntamenti? E inoltre, quali diritti le spettano?
Approfondiamo l’argomento in questo articolo dedicato, appunto, ai diritti e doveri delle badanti.

Diritti e doveri delle badanti: la normativa

Prima di addentrarci nel tema dei diritti e doveri di una badante, è importante ricordare sempre che quella dell’assistente familiare è una figura professionale che, in quanto tale, è regolamentata dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico (di cui abbiamo scritto qui). È proprio qui che, a seconda del livello d’inquadramento dell’assistente familiare, vengono definite le mansioni, i diritti e i costi.

La stesura del contratto al momento dell’assunzione, fondamentale per non incorrere nel lavoro in nero e nelle sue sanzioni, è un momento chiave sia per la famiglia dell’assistito che per la badante. Nel contratto è infatti possibile scendere nel dettaglio per quanto riguarda le mansioni così da evitare possibili equivoci futuri.

I doveri della badante

Insomma, quando si parla di diritti e doveri delle badanti non si può non fare riferimento al CCNL Domestico. Secondo il Contratto Collettivo il dovere principale di un’assistente domestica coincide con la cura della persona assistita. Una cura, ben inteso, che non riguarda soltanto l’aspetto sanitario, ma che considera anche tutti gli aspetti della sfera umana. L’assistente familiare dovrà perciò occuparsi di aiutare l’assistito a fare tutto ciò che questi non riesce più a fare in autonomia (che si tratti di camminare, vestirsi etc.) ed essere una persona di compagnia, capace di creare attorno all’assistito un’atmosfera di benessere. Proprio perché la creazione di un buon rapporto umano con l’assistito è fondamentale, è importante che la badante abbia una conoscenza per lo meno discreta della lingua italiana, parlata e scritta. Competenza, d’altronde, di primaria importanza anche nel caso in cui si renda necessario chiamare soccorsi medici.

Anche la preparazione dei pasti è un’attività che compete alla badante. Un dovere che si somma a quello di rispettare gli orari e le indicazioni date dalla famiglia dell’assistito o dal medico.

Tra i doveri della badante rientra la cura e la pulizia della casa, mansione fondamentale per rendere e mantenere l’abitazione dell’assistito uno spazio vivibile e sano. Si consideri inoltre che per le badanti conviventi la casa dell’assistito è a tutti gli effetti la propria abitazione ed è perciò naturale che mantenere lo spazio pulito rientri tra le attività da portare a termine.

doveri della badante: una badante accompagna al parco il suo assistito

Doveri badante convivente: un elenco

Per semplificare, elenchiamo di seguito i principali doveri della badante convivente:

  • Prestare assistenza per tutto il periodo di lavoro stabilito da contratto;
  • Occuparsi dell’igiene della persona assistita;
  • Sostenere l’assistito nella deambulazione e in tutte le attività quotidiane in cui non è più autonomo;
  • Mantenere in ordine la casa e provvedere alla spesa;
  • Cucinare i pasti secondo le indicazioni ricevute dalla famiglia dell’assistito o dal medico;
  • Accompagnare l’assistito alle visite mediche e ai vari appuntamenti;
  • Somministrare i farmaci prescritti dal medico;
  • Far compagnia all’assistito intrattenendolo con passeggiate, giochi, letture o quant’altro appropriato alla sua condizione.

I diritti delle badanti

Come abbiamo anticipato in apertura, diritti e doveri delle badanti sono definiti dal CCNL e dipendono strettamente dal livello d’inquadramento dell’assistente familiare.

Orario di lavoro e riposto

L’orario di lavoro di una badante, e il relativo riposo, viene definito dal contratto.

  • Per le badanti conviventi l’orario di lavoro prevede un massimo di 10 ore al giorno non consecutive o, in ogni caso, un massimo di 54 ore settimanali distribuite su 6 giorni lavorativi. La badante convivente ha diritto ad un riposo di almeno 8 ore consecutive nel corso della stessa giornata e di un ulteriore riposo intermedio, non retribuito, di minimo 2 ore.
    Attenzione però. Nel caso in cui la badante dovesse lavorare 8 ore consecutive nel corso di una giornata, il risposo a cui avrà diritto sarà di 11 ore consecutive.
  • Per le badanti non conviventi, l’orario di lavoro prevede invece un massimo di 8 ore giornaliere non consecutive per un totale di 40 ore settimanali distribuite su 5 o 6 giorni lavorativi.

Tra i diritti delle badanti conviventi rientra certamente anche il riposo settimanale di 36 ore. Questo è ripartito in un riposo di 24 ore consecutive, un giorno intero, che viene generalmente fatto combaciare con la domenica, e un riposo di ulteriori 12 ore settimanali che la badante può liberamente prendere in qualsiasi giornata, concordata preventivamente con il datore di lavoro. Nel caso in cui l’assistenza della badante si dovesse fare necessaria durante la giornata di riposo, l’assistente familiare dovrà essere retribuita con una maggiorazione del 60% (come vedremo tra poco) e dovrà recuperare il riposo il giorno successivo.

Lavoro notturno, lavoro straordinario e indennità

Quando parliamo di lavoro notturno ci riferiamo al lavoro svolto dalle badanti tra le 22 e le 6 del giorno successivo. Il lavoro svolto durante questo orario dev’essere retribuito con una maggiorazione del 50% se lavoro straordinario e del 20% se ordinario. Quando si fa forte la necessità di assumere una badante, è importante insomma stabilire quali siano le vere necessità dell’assistito. Infatti, nel caso in cui l’assistenza notturna si presenti come una necessità continuativa, è consigliabile optare per un contratto di assistenza notturna che prevede per la badante un orario di lavoro dalle 22 alle 8 del giorno successivo. La badante convivente, infatti, non è tenuta a prestare tutte quelle attività di sorveglianza e monitoraggio che sono invece parte integrante del lavoro di una badante notturna.

diritti delle badanti: retribuzione del lavoro notturno. immagine di appartamenti bui

D’altro canto, come abbiamo visto, una badante convivente che ha prestato assistenza durante l’arco della giornata ha diritto al riposo. Le spetta di diritto, inoltre, il vitto e l’alloggio o, in sostituzione, la relativa indennità che consiste nel valore convenzionale del pasto e dell’alloggio.
Il vitto, ovvero il pasto, o l’indennità spettano anche alle badanti non conviventi che, in ogni caso, prestano servizio per un periodo pari o superiore alle 6 ore.

Il lavoro straordinario corrisponde al lavoro che supera la durata massima dell’orario di lavoro di cui abbiamo scritto sopra. Non si tratta di situazioni di emergenza quanto di un lavoro previsto in anticipo e, in quanto tale, concordato tra datore e badante per lo meno il giorno precedente. Rispetto alla cifra pattuita, il CCNL prevede che il lavoro straordinario debba essere retribuito secondo le seguenti maggiorazioni:

  • 25% in più: in caso di lavoro straordinario svolto tra le 6 e le 22;
  • 50% in più: in caso di lavoro svolto tra le 22 e le 6 del mattino;
  • 60% in più: in caso di lavoro svolto di domenica o in un giorno festivo;
  • 10% in più: in caso di lavoro svolto da una badante non convivente tra le 6 e le 22 superando così le 40 ore settimanali (senza superare però le 44 ore settimanali)

Ferie, permessi, infortuni e altri diritti delle badanti

Quando si parla di diritti e doveri delle badanti, tra i primi diritti a cui è inevitabile pensare vi sono le ferie. La badante ha infatti diritto a 26 giorni di ferie per ogni anno lavorato (o i relativi dodicesimi) che possono essere frazionati al massimo in due distinti periodi l’anno da concordare preventivamente con il datore di lavoro.

Per le visite mediche, che vanno documentate, la badante convivente ha diritto a 16 ore di permessi totali l’anno e a 12 ore nel caso di badante non convivente con un orario settimanale inferiore alle 30 ore.

Per quanto riguarda gli infortuni, è compito del datore di lavoro comunicare all’Inps l’accaduto entro 2 giorni dall’incidente nel caso di infortuni non guaribili entro 3 giorni. Questo perché durante questi 3 giorni sarà il datore di lavoro a doversi far carico delle retribuzione di fatto della badante. A decorrere dal 4° giorno, sarà invece l’Inail a prendere in carico l’indennità giornaliera della badante nella misura del:

  • -60% della retribuzione convenzionale per i primi 90 giorni;
  • -74% della retribuzione convenzionale per i giorni successivi al 90°.

Alla badante spettano inoltre:

  • La tredicesima: suddivisa in 12 mensilità da liquidare nel mese di dicembre e a comprendere il calcolo di vitto e alloggio;
  • La malattia: onere del datore di lavoro, alla badante spetta la retribuzione globale di fatto per un massimo di 8, 10 o 15 giorni complessivi l’anno (a seconda del grado di anzianità, rispettivamente fino a 6 mesi, tra i 6 mesi e i 2 anni, oltre i 2 anni);
  • Il congedo matrimoniale: di 15 giorni di ferie retribuite;
  • La maternità: una parte della retribuzione e il diritto a mantenere il posto di lavoro.

diritti e doveri delle badanti: il momento della firma del contratto

Cessazione del rapporto di lavoro e Tfr

Secondo il CCNL Domestico, badante e datore di lavoro possono interrompere il contratto e procedere con la cessazione del rapporto in qualsiasi momento. L’unica regalo in questo caso è relativa ai periodi di preavviso che cambiano a seconda della tipologia di contratto e degli anni di anzianità. In ogni caso, va sottolineato che il periodo di preavviso si dimezza nel caso in cui sia la badante a presentare le dimissioni.

  • Per gli assistenti familiari con contratto con orario settimanale fino a 25 ore il preavviso sarà: di 8 giorni, nel caso in cui la badante abbia meno di 5 anni di anzianità e di 4 giorni nel caso in cui sia la badante a dare dimissioni. Se l’anzianità è superiore ai 5 anni, il preavviso dovrà essere di 15 giorni in caso di licenziamento e sarà invece di 8 giorni in caso di dimissioni;
  • Per gli assistenti familiari con contratto con orario settimanale superiore alle 25 ore il preavviso sarà: di 15 giorni nel caso in cui la badante abbia meno di 5 anni di anzianità e di 8 giorni nel caso in cui sia la badante a dare dimissioni. Se l’anzianità è superiore ai 5 anni, il preavviso dovrà essere di 30 giorni in caso di licenziamento e 15 in caso di dimissioni.

Il Tfr, ovvero il trattamento di fine rapporto, viene calcolato sull’ammontare delle retribuzioni annue (tredicesima e indennità compresa) diviso per 13,5.

Per approfondire, leggi: Licenziamento colf e badanti – le linee guida sul licenziamento nel lavoro domestico.

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