Badante h24: perché una sola persona non basta, orari e stipendio

Cercare una badante h24 è spesso il primo pensiero quando un anziano non autosufficiente non riesce più a restare solo in casa, né di giorno né di notte. L’idea di una persona sempre presente, che vive accanto al proprio caro e se ne prende cura a ogni ora, rassicura e sembra risolvere tutto in una volta. Eppure nessun contratto prevede una lavoratrice disponibile 24 ore su 24 e chi prova a organizzare l’assistenza in questo modo rischia di accorgersene quando il rapporto si è già incrinato.

Un’assistenza davvero continua si può costruire, a patto di conoscere le regole che il CCNL del lavoro domestico fissa per orari, riposi, notti e di distribuire il carico su più figure invece di affidarlo a una sola. In questa guida vedremo diverse soluzioni per garantire in modo regolare l’assistenza h24 ad anziani e parleremo anche dei loro costi reali mensili.

Badante h24: esiste davvero?

Chi cerca una badante h24 di solito immagina una persona che vive in casa e si prende cura del proprio caro a qualsiasi ora, di giorno e di notte. È un’aspettativa comprensibile, soprattutto quando l’anziano non è più autosufficiente e la famiglia non riesce a garantire una presenza costante. Il contratto collettivo, però, non prevede nessuna figura che lavori 24 ore su 24.

“Badante h24” e “badante 24 ore” sono espressioni nate nel linguaggio comune, e usate spesso anche negli annunci, per indicare la badante convivente cioè la lavoratrice che vive nell’abitazione dell’assistito, con vitto e alloggio a carico della famiglia. La convivenza garantisce una presenza continua in casa, ma non trasforma ogni ora di presenza in un’ora di lavoro. Il CCNL del lavoro domestico 2025-2028, in vigore dal 1° novembre 2025, fissa limiti precisi:

  • Orario massimo: 10 ore al giorno non consecutive, per un totale di 54 ore settimanali (art. 14).
  • Riposo giornaliero: almeno 11 ore consecutive ogni 24, di norma collocate di notte.
  • Riposo settimanale: 36 ore, di cui 24 generalmente la domenica e 12 in un altro giorno concordato, nel quale la badante lavora al massimo metà del suo orario abituale (art. 13).
  • Ferie: 26 giorni lavorativi all’anno, a cui si aggiungono le festività nazionali (art. 16 e 17).

Dentro questi confini l’orario si costruisce sui bisogni dell’assistito, concentrando le ore di lavoro nei momenti più impegnativi: il risveglio, l’igiene, i pasti, la preparazione per la notte. Per la convivente a tempo pieno è il datore di lavoro a decidere come collocare le ore, ma con il nuovo contratto la loro distribuzione va indicata per iscritto già nella lettera di assunzione.

Se vuoi vedere come si organizza una settimana tipo, trovi un esempio pratico nella guida all’orario di lavoro della badante.

La badante convivente deve alzarsi di notte?

Chiariti i confini che pone il CCNL sulle ore lavorate dalle badanti, spesso viene chiesto se la badante di notte deve alzarsi o comunque vegliare sull’assistito.

In linea generale possiamo dire che il CCNL permette di chiedere alla badante convivente di intervenire nelle ore di riposo solo in caso di emergenza, purché si tratti di episodi del tutto occasionali e imprevedibili. Queste prestazioni non vengono pagate come straordinario.
Quando queste esigenze diventano abituali non si parla più di emergenze ma di assistenza notturna, che il contratto regola come un rapporto a parte, con una propria retribuzione e una lavoratrice dedicata.

Per approfondire: Badante Notturna – Mansioni e Stipendio

La badante convivente può uscire la sera e dormire fuori?

Per rispondere a questo dubbio bisogna partire da un punto preciso: la badante è libera solo quando ha finito il suo orario. Se nella giornata non ha ancora completato le ore previste, fino a un massimo di 10 al giorno e 54 alla settimana, la sera è ancora tempo di lavoro.

Per la convivente a tempo pieno, inoltre, è il datore di lavoro a decidere come collocare l’orario. Se per i momenti più delicati sono la cena, la preparazione per la notte e la messa a letto, puoi quindi organizzare il turno in modo che una parte delle ore cada proprio la sera.
Conviene parlarne apertamente con la badante prima dell’assunzione e scrivere nella lettera di assunzione la distribuzione delle ore, la gestione delle uscite serali, il rientro dopo il giorno libero e l’eventuale domicilio diverso da quello di lavoro, che il contratto chiede già di indicare. Un accordo chiaro all’inizio evita incomprensioni che, nella convivenza, diventano più difficili da sciogliere con il passare dei mesi.

Badante h24 diritti e doveri: cosa spetta a lei e cosa alla famiglia

Vivere sotto lo stesso tetto rende i confini tra lavoro e vita privata meno visibili ed è per questo che il contratto li disegna con precisione. Dal lato della lavoratrice, i diritti che incidono di più sulla convivenza sono questi:

  1. un alloggio che ne tuteli dignità e riservatezza e un vitto sano e sufficiente;
  2. i riposi giornalieri e settimanali, e la libertà di uscire durante la pausa e nel giorno libero;
  3. 16 ore annue di permessi retribuiti per visite mediche e pratiche personali.

A questi corrispondono doveri altrettanto chiari. La badante deve svolgere con cura le mansioni previste dal proprio livello, rispettare l’orario concordato e intervenire nelle emergenze anche quando è a riposo. Dedica alla cura personale e delle proprie cose il tempo fuori dall’orario di lavoro, avvisa subito in caso di malattia e giustifica le assenze. Se la famiglia lo richiede, segue inoltre l’assistito nei soggiorni temporanei fuori casa, come una vacanza o un periodo nella seconda casa.

Restano fuori dal contratto alcuni aspetti pratici della vita in comune, come la possibilità di ricevere ospiti nella propria stanza o l’uso del telefono e della connessione di casa. Non esiste una regola valida per tutti: sono temi da chiarire insieme all’inizio del rapporto, con lo stesso spirito con cui si concordano gli orari.

Perché una sola badante non può coprire 24 ore su 24?

Per chiarire questo punto basta fare un conto. Una settimana ha 168 ore e una badante convivente a tempo pieno ne lavora al massimo 54. Anche contando la presenza notturna, con una sola persona restano ore vuote come:

  1. le ore di pausa quotidiana nei giorni feriali;
  2. la mezza giornata di riposo e l’intero giorno concordato;
  3. le notti in cui servirebbe un aiuto regolare e non solo un intervento d’emergenza;
  4. le festività nazionali e i 26 giorni di ferie annui;
  5. le assenze per malattia o permessi, che arrivano senza preavviso.

Un’assistenza h24 per un anziano non autosufficiente, quindi, è sempre il risultato di più presenze che si alternano: una o più lavoratrici, oppure i familiari che coprono i riposi. La differenza la fa il modo in cui queste presenze vengono organizzate, e se sono regolari oppure no.
Bisogna tuttavia chiarire che il contratto ammette lavoro nei riposi solo in via eccezionale ma viene pagato con maggiorazioni abbastanza alte, come si può vedere nella seguente tabella:

Ore lavorate oltre l’orario o nei riposi Maggiorazione Riferimento
Nella mezza giornata di riposo +40% Art. 13, c. 1
Straordinario diurno (6:00–22:00) +25% Art. 15, c. 3
Straordinario notturno (22:00–6:00) +50% Art. 15, c. 3
Nelle festività nazionali +60%, oltre alla normale retribuzione Art. 16, c. 3

Fonte: CCNL lavoro domestico 2025-2028. Le maggiorazioni si calcolano sulla retribuzione globale di fatto oraria, che comprende anche il valore di vitto e alloggio.

Badante h24: 3 modi per organizzare l’assistenza continuativa

Se una sola badante non può materialmente lavorare 24 ore su 24, questo non significa rinunciare a un’assistenza continua. Il CCNL mette a disposizione figure pensate proprio per coprire i riposi e le notti della convivente e combinandole si può garantire al tuo familiare una presenza costante e in regola. Vale anche quando l’anziano vive lontano o non ci sono figli e parenti in grado di dare il cambio: la rete di assistenza si costruisce interamente con lavoratrici professionali, senza dipendere dalla disponibilità della famiglia.

Vediamo tre diverse soluzioni per garantire un’assistenza h24 agli anziani.

Soluzione 1: badante convivente + sostituta nei riposi

È la soluzione più diffusa e, nella maggior parte dei casi, la più equilibrata. Accanto alla badante convivente, titolare dell’assistenza, la famiglia assume una seconda lavoratrice che interviene solo quando la prima è a riposo. Il CCNL prevede questa figura in modo specifico per chi assiste persone non autosufficienti, con una retribuzione oraria dedicata:

  • Livello CS, per l’assistenza a persone non autosufficienti: 8,91 € l’ora;
  • Livello DS, per lavoratrici formate: 10,75 € l’ora.

L’impegno della badante sostituta varia in base a ciò che deve coprire. Se si limita al riposo settimanale bastano in genere 14 o 15 ore a settimana.
Per capire come organizzarla al meglio puoi leggere la guida alla sostituzione della badante.

Soluzione 2: due badanti conviventi che si alternano

Quando l’assistenza diurna è molto pesante, o quando la famiglia vuole sempre una presenza professionale, si possono assumere due badanti conviventi a tempo pieno. Le due lavoratrici organizzano i propri riposi in giorni diversi, così che ci sia sempre almeno una persona in servizio, e si danno il cambio nelle pause e nei momenti di maggiore carico.
È una soluzione solida ma impegnativa sul piano pratico. Prima di sceglierla, tieni conto di alcuni aspetti:

  • la casa deve offrire due alloggi idonei, cioè due spazi che garantiscano a ciascuna dignità e riservatezza;
  • vitto e alloggio sono dovuti a entrambe e la spesa reale per i pasti raddoppia;
  • per l’assistenza a una persona non autosufficiente la seconda convivente non può essere assunta a orario ridotto, perché la convivenza fino a 30 ore settimanali è prevista solo per i livelli B, BS e C.

Soluzione 3: badante convivente + assistenza notturna

In questo caso alla badante convivente si affianca una seconda lavoratrice assunta per l’assistenza notturna, cioè per prestazioni discontinue di cura tra le 20:00 e le 8:00. Se la lavoratrice notturna non è convivente, la famiglia deve fornirle comunque la prima colazione, la cena e una sistemazione idonea per la notte. Il rapporto va formalizzato con un atto scritto che indichi l’ora di inizio e di fine dell’assistenza. È lo scenario forse più costoso, ma è anche l’unico che garantisce un’assistenza garantita nelle 24 ore quando le notti sono difficili.

Badante h24 stipendio: quanto può costare?

Badante h24 stipendio

Viste queste tre soluzioni, proviamo a stimare i costi reali che potrebbe dover considerare una famiglia che ne sceglie una.
Ricordando che il costo di un’assistenza h24 non coincide mai con lo stipendio di una sola badante, ecco quanto potrebbe costare ciascuno dei tre scenari mensilmente e quali sono i costi da considerare:

Voce di costo mensile Scenario 1
Convivente + sostituta nei riposi
Scenario 2
Due badanti conviventi
Scenario 3
Convivente + assistenza notturna
Retribuzione 1.734 – 2.120 € 2.388 € 2.567 €
Ratei di tredicesima e TFR 316 – 380 € 456 € 453 €
Contributi INPS e Cassa Colf a carico della famiglia 317 – 381 € 454 € 429 €
Totale mensile stimato 2.368 – 2.881 € 3.298 € 3.448 €
Vitto e alloggio in natura Per la convivente Per due lavoratrici, in due stanze Per la convivente, più colazione, cena e posto letto per la notturna

Stima su livello CS con minimi retributivi 2026, tabelle INPS 2026 per contratto a tempo indeterminato e contributo di assistenza contrattuale (Cassa Colf), considerando solo la quota a carico del datore di lavoro: quella della lavoratrice viene trattenuta dallo stipendio. Scenario 1: sostituta da 14 a 24 ore settimanali, retribuita secondo la Tabella G. Scenario 3: assistenza notturna per 6 notti a settimana. Non sono inclusi scatti di anzianità, superminimi, maggiorazioni, la spesa reale per il vitto e i costi di eventuali sostituzioni per ferie o malattia.

Le cifre in tabella sono stime basate sui minimi contrattuali e servono a confrontare i modelli tra loro. Il costo reale dipende dal livello di inquadramento, dall’anzianità, da eventuali accordi migliorativi e dal numero effettivo di ore.

Per vedere tutte le tabelle retributive aggiornate per livello puoi consultare la guida su quanto costa una badante nel 2026.

Badante h24 con Gallas Group: ti aiutiamo a organizzare l’assistenza

Sapere che un anziano non resta mai solo, né di giorno né di notte, è ciò che ogni famiglia desidera quando non è più autosufficiente. Raggiungere questa tranquillità non significa trovare una persona disposta a fare tutto, ma costruire attorno all’assistito una rete di presenze stabili, regolari e riposate, capace di durare nel tempo.

Gallas Group affianca le famiglie in ogni passaggio: valuta con te i bisogni reali del tuo familiare, ti aiuta a scegliere il modello più adatto tra convivente, sostituta e assistenza notturna, seleziona le lavoratrici e si occupa di contratti, buste paga e contributi. Così puoi contare su un’assistenza continua e in regola, senza dover gestire la parte più complessa.

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