Prestazione Universale INPS – Decreto Anziani 2026: cosa sapere?
Gestire l’assistenza di un anziano non autosufficiente significa spesso muoversi tra urgenze quotidiane, decisioni delicate e pratiche complesse. In questo contesto, sapere quali aiuti esistono davvero e come funzionano può fare una differenza concreta, sia dal punto di vista economico sia organizzativo.
Questa guida è stata pensata per aiutare le famiglie a fare chiarezza su cos’è la prestazione universale INPS, a chi spetta davvero, quali requisiti servono, come presentare la domanda e come utilizzare correttamente l’assegno di assistenza previsto dal decreto anziani 2026.
Bonus badanti 2026 e Decreto Anziani: qual è la differenza?
Quando si parla di assistenza agli anziani, è facile fare confusione tra bonus badanti e Decreto Anziani, ma si tratta di due strumenti diversi, pensati per esigenze differenti. Chiarire questa distinzione è fondamentale per capire quali tutele e opportunità spettano davvero alle famiglie.
I bonus badanti sono agevolazioni economiche rivolte a chi assume una badante: contributi, detrazioni o sostegni che aiutano il datore di lavoro domestico a sostenere i costi dell’assunzione e della gestione del rapporto di lavoro. Sono misure legate direttamente al contratto e alla figura della badante.
Il Decreto Anziani, invece, ha un respiro più ampio. Non è un incentivo all’assunzione, ma un insieme di misure e prestazioni riservate alle persone anziane non autosufficienti che rispettano determinati requisiti (età, condizioni di salute, ISEE) che vedremo nei prossimi paragrafi.
In questa guida ci concentreremo quindi sul Decreto Anziani 2026, per aiutarti a capire cosa prevede, a chi si applica e come può incidere concretamente sulla gestione dell’assistenza familiare.
Se invece vuoi approfondire tutti i bonus e le agevolazioni per chi assume una badante, puoi trovare una guida dedicata qui:
Bonus Badante: tutte le agevolazioni per chi assume
Decreto anziani 2026 – Prestazione Universale: cosa dice l’INPS?
Come accennato nel paragrafo precedente, quando si parla di Decreto Anziani non si fa riferimento a un bonus per l’assunzione, ma a una misura pensata per sostenere direttamente le persone anziane non autosufficienti e, di riflesso, le famiglie che se ne prendono cura.
Il cuore di questa misura è la Prestazione Universale, introdotta in via sperimentale dal Decreto Legislativo n. 29/2024 e gestita dall’INPS.
La Prestazione Universale è attiva dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026 ed è rivolta in modo specifico a persone anziane ultraottantenni non autosufficienti, già titolari dell’indennità di accompagnamento e in possesso di precisi requisiti sanitari ed economici. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il sostegno alla domiciliarità, aiutando le famiglie a garantire un’assistenza continuativa e adeguata, soprattutto nei casi di maggiore fragilità.
Dal punto di vista pratico, questa misura sostituisce e assorbe l’indennità di accompagnamento, integrandola con una quota aggiuntiva. La prestazione è erogata direttamente dall’INPS, su domanda dell’interessato o tramite patronato, ed è esente da imposte e non pignorabile. L’erogazione decorre dal primo giorno del mese di presentazione della domanda e resta valida per tutta la durata della sperimentazione.
Quanto spetta con la Prestazione Universale Anziani?
La Prestazione Universale si compone di due parti distinte:
- una quota fissa, corrispondente all’attuale indennità di accompagnamento;
- una quota integrativa, definita “assegno di assistenza”, pari a 850 euro mensili, nei limiti delle risorse disponibili.
Questa quota integrativa non è libera, ma deve essere utilizzata in modo mirato. In particolare, può servire in alternativa:
- per coprire il costo del lavoro di cura svolto da badanti o assistenti familiari regolarmente assunti, con contratto conforme al CCNL del lavoro domestico;
- oppure per acquistare servizi di assistenza domiciliare erogati da imprese o professionisti qualificati nel settore sociosanitario.
Per approfondire nel dettaglio la Prestazione Universale, puoi leggere la guida completa qui:
Guida – Bonus Anziani 850 euro
Prestazione Universal INPS: a chi spetta e requisiti
Come puoi immaginare, la Prestazione Universale INPS, introdotta dal Decreto Anziani, è una misura mirata e selettiva. Non spetta a tutti gli anziani, ma solo a chi si trova in una condizione di non autosufficienza molto grave e rispetta precisi requisiti sanitari, economici e amministrativi. Fare chiarezza su questi punti è fondamentale per capire se si ha davvero diritto al bonus anziani.
Hanno diritto alla Prestazione Universale le persone anziane che soddisfano contemporaneamente tutti i seguenti requisiti:
- Età pari o superiore a 80 anni: la misura è riservata esclusivamente agli ultraottantenni e non si applica a fasce di età inferiori, anche in presenza di disabilità.
- Condizione di non autosufficienza con bisogno assistenziale gravissimo: è necessario che l’anziano presenti una disabilità gravissima o una situazione tale da richiedere un’assistenza continua, anche 24 ore su 24. Non rientrano quindi i casi di parziale autonomia o di assistenza limitata.
- ISEE sociosanitario ordinario non superiore a 6.000 euro: il valore ISEE deve essere in corso di validità e rientrare nella soglia prevista. Il superamento anche minimo di questo limite comporta l’esclusione dalla misura.
- Titolarità dell’indennità di accompagnamento: la Prestazione Universale è riconosciuta solo a chi già percepisce l’indennità di accompagnamento. In assenza di questo requisito, la domanda non può essere accolta.
Tutti questi requisiti devono essere già soddisfatti al momento della domanda e mantenuti per tutta la durata del beneficio.
Cosa significa “bisogno assistenziale gravissimo”?
Il riconoscimento del bisogno assistenziale gravissimo non è automatico e non si basa su una semplice autocertificazione. La valutazione viene effettuata dall’INPS attraverso un doppio criterio:
- Requisito sanitario: la situazione di disabilità viene valutata sulla base dei parametri previsti dal decreto ministeriale del 26 settembre 2016. Rientrano in questa categoria i casi in cui l’interruzione dell’assistenza, anche per brevi periodi, può comportare gravi complicanze o rischi per la vita.
- Requisito sociale: viene analizzato il contesto familiare e assistenziale dell’anziano, tramite un questionario compilato in fase di domanda. Il punteggio ottenuto serve a misurare l’intensità del bisogno di cura.
Per il riconoscimento del beneficio è necessario raggiungere un punteggio minimo pari ad almeno 8. Solo quando entrambi i requisiti (sanitario e sociale) risultano soddisfatti, l’INPS riconosce il livello di bisogno assistenziale gravissimo richiesto dalla normativa.
Quando si perde il diritto alla Prestazione Universale?
È altrettanto importante sapere che il diritto alla Prestazione Universale può decadere nel tempo. In particolare, la quota integrativa non viene più erogata se:
- viene revocata o sospesa l’indennità di accompagnamento;
- l’ISEE sociosanitario supera la soglia di 6.000 euro;
- le somme ricevute come assegno di assistenza non vengono utilizzate per le finalità previste dalla legge (assistenza regolare o servizi qualificati).
Decreto anziani non autosufficienti: come fare la domanda?
Se stai gestendo l’assistenza di un’anziano della tua famiglia che soddisfa tutti i requisiti appena citati, è naturale chiedersi quale sia il passo successivo e come presentare concretamente la domanda per la Prestazione Universale. Tranquilli è molto semplice.
La procedura è gestita direttamente dall’INPS, che valuta la richiesta e dispone l’erogazione del beneficio. La domanda può essere presentata dal compimento degli 80 anni oppure dal primo giorno del mese in cui il requisito anagrafico si perfeziona, senza dover attendere finestre temporali specifiche.
La richiesta, quindi, può essere inoltrata in qualsiasi momento fino al 31 dicembre 2026. La domanda di prestazione universale INPS può essere inviata in 2 modalità:
- online, accedendo al portale INPS tramite identità digitale (SPID, CIE o CNS);
- tramite un patronato, che può assistere gratuitamente nella compilazione e nell’invio.
Una volta inviata, la lavorazione della domanda parte dalla data di presentazione (se l’età è già stata raggiunta) oppure dal momento in cui il requisito anagrafico viene perfezionato. Se la domanda viene accolta, la Prestazione Universale è riconosciuta a partire dal mese di presentazione e viene erogata fino al termine della sperimentazione, fissato al 31 dicembre 2026, salvo perdita dei requisiti o rinuncia da parte del beneficiario.
Non solo Bonus ottantenni: tutte le agevolazioni per gli anziani
Oltre alla Prestazione Universale INPS prevista dal decreto anziani 2026, esistono diverse agevolazioni economiche e fiscali che possono affiancare o integrare il sostegno mensile, soprattutto per anziani over 67, over 70 e ultraottantenni. Conoscerle è fondamentale per costruire un aiuto davvero sostenibile nel tempo, soprattutto quando in famiglia c’è una persona fragile o non autosufficiente.
Di seguito trovi una tabella aggiornata delle principali misure attive:
| Agevolazione | Descrizione |
|---|---|
| Assegno sociale (over 67) |
|
| Carta Acquisti (over 65) |
|
| Assegno di inclusione (nuclei con anziani) |
|
| Agevolazioni fiscali comunali (TARI e servizi locali) |
|
| Esenzione canone Rai (over 75) |
|
| Esenzione ticket sanitario (codice E01) |
|
| Agevolazioni Poste Italiane (over 70) |
|
| Trasporti e telefonia |
|
Consigli per usufruire della Prestazione Universale INPS

Quando in famiglia c’è un anziano non autosufficiente, il peso dell’assistenza non è solo organizzativo o economico ma diventa anche emotivo. La Prestazione Universale INPS nasce proprio per alleggerire questo carico e offrire un sostegno concreto, ma per sfruttarla davvero è importante muoversi con consapevolezza, senza sentirsi soli.
Il primo passo è verificare subito i requisiti, in particolare l’ISEE sociosanitario e il riconoscimento del bisogno assistenziale gravissimo. Farlo per tempo evita blocchi e ritardi, soprattutto in un periodo in cui le energie familiari sono già messe alla prova. Una volta verificata la situazione, la domanda va presentata all’INPS tramite il servizio dedicato “Prestazione Universale”. Se la procedura online sembra complessa, affidarsi a un patronato è spesso la scelta migliore, perché consente di gestire tutto con maggiore serenità e senza errori.
Un altro aspetto fondamentale è come utilizzare l’assegno integrativo da 850 euro. Questa quota può diventare un vero alleato se impiegata per assumere una badante regolare o per affidarsi a operatori qualificati (come OSS o servizi assistenziali strutturati), riducendo il carico fisico e mentale sui familiari. In molti casi, significa restituire tempo, respiro e qualità di vita a chi si prende cura dell’anziano ogni giorno.
Infine, ti consigliamo di rinnovare l’ISEE 2026 già a inizio anno e assicurarsi di avere SPID o CIE attivi permette di non perdere continuità nei benefici e di affrontare le pratiche senza urgenze.
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Come abbiamo visto in questa guida, misure come la Prestazione Universale INPS possono rappresentare un aiuto concreto, ma solo se vengono integrate in un progetto di assistenza ben strutturato, continuo e realmente sostenibile per la famiglia. È qui che il supporto di un partner specializzato diventa decisivo.
Gallas Group affianca le famiglie in ogni fase della gestione dell’assistenza.
L’obiettivo non è solo “trovare una badante”, ma costruire una soluzione di assistenza su misura, che tenga conto delle condizioni dell’anziano, dell’organizzazione familiare e delle esigenze di chi se ne prende cura ogni giorno.
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